Articoli ItalpressUn piano formativo di qualità una spinta in più per l’automotive

Un piano formativo di qualità una spinta in più per l’automotive

ROMA (ITALPRESS) – Dalla produzione di viti e bulloni a player di riferimento globale dell’automotive. Una crescita costante quella di Streparava, azienda bresciana che è diventata negli anni partner affidabile e qualificato dalle migliori case produttrici del settore. Grazie a un piano formativo realizzato in partnership con Fondimpresa, associazione no profit costituita da Cgil, Cisl e Uil, Streparava ha potuto avviare significativi cambiamenti sia nel metodo di lavoro che nell’innovazione di prodotti e processi. “Siamo riconosciuti come un partner tecnologico nello sviluppo, progettazione e produzione di sistemi sospensione e sistemi di powertrain – afferma Renato Cotti Piccinelli, Chief advanced technology officer Streparava -. Streparava si è dotata di un piano strategico per affrontare quelli che sono oggi gli aspetti più critici in ambito automotive; sicuramente l’internazionalizzazione, lo sviluppo e l’innovazione, sia tecnica che tecnologica, sono dei must che sono stati coperti con delle roadmap specifiche, in queste roadmap sono state cablate anche tutte le attività che riguardano la formazione, quindi piani formativi volti alla copertura di esigenze specifiche riguardanti la digitalizzazione, lo sviluppo delle competenze, lo sviluppo dell’automazione industriale, lo sviluppo dei processi produttivi e dei processi di tipo logistico, inoltre, copertura delle relazioni con i clienti, non solo italiani ma anche esteri”.
Per Diego Uberti, manufacturing engineer dell’azienda, “le iniziative di formazione proposte dall’azienda hanno portato a significativi cambiamenti, sia nel metodo di lavoro che nell’innovazione di prodotti e processi. Prime fra tutte, porto le mie esperienze personali di formazione in ambito di metodologie e lean e di manifattura avanzata. Altri esempi si possono trovare nei corsi erogati su tematiche più varie come la cybersecurity, tematiche ESG e competenze linguistiche che – conclude – hanno formato il background tecnologico e culturale necessario per uno sviluppo tecnologico e in termini di sostenibilità”.

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